La vecchina del treno.

Leggevo quel foglio distrattamente, quasi contro voglia. Del resto, il mensile di “politica, cultura, sport e attualità, edito a cura dell’amministrazione comunale”, ha quell’appeal “freddino”, tipico dei giornali politici e, soprattutto, istituzionali. Così, tra l’editoriale del Sindaco (direttore responsabile della testata) sulla necessità di adottare una vigorosa tolleranza zero verso i rom e il pirotecnico articolo sull’imminente apertura della nuova farmacia comunale, sfogliavo alla ricerca di improbabili notizie circa le vicende della “mia” piscina comunale. Notoriamente, noi acquatici, veniamo ospitati nei pensieri de “Il foglio” solo in occasione della riapertura estiva della laguna scoperta: “Parabiago beach: vieni anche tu nella spiaggia di Parabiago”. Niente news acquatiche: stavo quasi per abbandonare il giornale al suo destino, quando la mia attenzione é stata attirata dalla fotografia di una vecchiettina, messa in ultima pagina a corredo di un articolo di commemorazione. “Io questa la conosco…”, é stato il mio pensiero primario. Ed in effetti era davvero così. Quella che l’articolo descriveva, era una maestra, anzi una professoressa di lunghissimo corso, presso le scuole medie Rapizzi. Insegnante in quell’istituto da più di trent’anni, era nota soprattutto per i modi, a volte un po’ ruvidi e per le sfuriate che rivolgeva ai suoi allievi più recalcitranti. Un personaggio particolare, un po’ all’antica ma colmo di passione per ciò che insegnava. Quale sorpresa per me…stavo conoscendo meglio quella vecchiettina dai modi gentili e delicati, certo non ruvida come da descrizione precedente, che avevo incontrato per la prima volta, circa cinque anni fa, alla stazione di Milano Garibaldi passante: erano i miei primi viaggi da pendolare sulla linea S5 e questa donnetta esile mi era rimasta impressa perché la vedevo spesso prendere i miei treni, ai miei orari. La vedevo salire a Milano e scendere a Parabiago e viceversa, ad orari che, come i miei, non erano molto regolari. Mi faceva specie vederla un po’ malmessa sulle gambe ed un pò sgualcita nel vestire. Spesso mi chiedevo che attività mai svolgesse una persona dall’apparente età di “almeno 78”. Dall’articolo, ora, venivo a sapere che sia pure pensionata, svolgeva una intensa attività di volontariato presso la “sua” scuola. Strana la vita, a volte: ci si trova a conoscere le persone nelle circostanze più particolari. Leggevo il giornale e mi sembrava di conoscere l’anziana insegnante sempre meglio e di più. Poi però, ripensandoci, mi rendevo conto che non era proprio così. Forse conoscevo bene gli sguardi di questa persona (certo anche lei mi conosceva di vista, tanto che incontrandomi, accennava sempre un lieve sorriso) e non molto altro. Ora, dal giornale, apprendevo che si chiamava Ornella. Una vecchietta che non incontrerò più.

Ciao a Ornella, la saluto con simpatia.

Paolo

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One thought on “La vecchina del treno.

  1. Buonasera Paolo, episodi come il Tuo succede nella vita
    Apprendere da un necrologio sul giornale o da un manifesto funebre affisso al muro la morte di una persona a noi sconosciuta ma che il destino a volte ci
    faceva incrociare in vita è una sorpresa che ci lascia un po’ frastornati

    Ti lascio l’ augurio di una bella sera
    S

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