A passo ridotto…

Il mio legamento peroneo astragalico anteriore ha fatto combutta con la mia caviglia sinistra. Niente più salti o me la faranno pagare. Intanto oggi mi hanno imposto ecografia, stampella e tutore, obbligandomi ad un ralenty che ho inizialmente faticato ad accettare. Abituato alle usuali velocità di movimento, ho manifestato insofferenza nel vedermi sorpassato da tutti all’uscita ed esempio dalla metropolitana, oppure nei percorsi di trasferimento verso il passante ferroviario. Questo, all’inizio. Poi le cose sono cambiate, rapidamente. Si, nella mia impacciata lentezza infatti, ho potuto “vedere” e percepire cose e situazioni che a velocità normale mi erano sempre sfuggite. Un po’ come accade in un match di football quando rivedi un’azione rallentata dopo averla vissuta a velocità normale. Ad esempio che alcune persone, ti dimostrano sensibilità e disponibilità che altre invece nascondono. Piccolezze certo, ma assai indicative circa la “pasta” di cui son fatti certi umani (o umanoidi). Allora, via con gli esempi: un addetto alle pulizie delle FFSS osservandomi in difficoltà, mi chiamava da venti metri e mi suggeriva di usare l’ascensore per arrivare a livello binario, facendo la minima fatica. Ma grazie, omino in tuta, per avermi valutato in ambasce ed avermi suggerito la giusta mossa. Potevi fregartene, non ti stavo chiedendo aiuto, e non l’hai fatto, preferendo aiutarmi. Grazie ancora. E tu, ragazzetta all’apparenza insignificante, che mi hai chiesto se desiderassi che mi strisciasse lei l’abbonamento al tornello del metro visto che io ero impeditissimo da zaino e stampella? Grazie anche a te: ti osservo meglio e devo notare che quel sorriso è tutt’altro che insignificante, denota dolcezza e disponibilità verso l’altro. E poi quel papà del bambino che fa il corso in piscina? esce con la macchina da una delle villette carine di via Carso, mi sorpassa e poi in retro mi avvicina e mi offre un passaggio…gentile anche lui, ad informarsi su cosa mi sia successo. Ancora grazie. Certo, nel mio lento stampellare, percepisco anche noia e fastidio per il mio ingombro negli spostamenti. Mi scopro a pensare a cosa accadrà da anziano, quando la lentezza sarà cronica e soprattutto fisiologica, laddove troverò persone un po’ stressate, insofferenti e soprattutto maleducate, a cui non importerà di sedersi nell’unico posto libero perchè più rapidi nel deambulare…Come la prenderò questa difficoltà? Chissà. Oggi il mio stato da bradipo imbranato, costituisce novità e mi procura curiosità. Da ultimo e lento, posso osservare la gente da una prospettiva diversa. Strana cosa, capita ora: non li considero più birilli da evitare ma sguardi ed atteggiamenti da studiare. Umani come me, che a me ricambiano lo sguardo. Lentezza e difficoltà a formare una dimensione più umana e vivibile. E’ un qualcosa che proverò anche domani, testandomi nei miei rallentamenti, domattina prestissimo nel giungere a Legnano e dopo l’allenamento, quando alle 10 riprenderò la strada del ritorno verso la stazione. Quali sorprese mi riserverà questo mio passo ridotto??? Tempo al tempo e capirò…

Una stampellata affettuosa a tutti…

Pà.

PS: Questo video non ha attinenze particolari con quanto scritto sopra. Però, stasera esprime ciò che è dentro me, quindi mi metto in ascolto…

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