Notte.

Questa è una di quelle che definisco “notti maledette” ove ti butti nel letto, un po’ accaldato ma soprattutto pieno di sonno, solo che per qualche misterioso motivo, non chiudi subito l’occhietto, ma cominci a pensare e a volare con la mente. Pensieri…preoccupazioni o ricordi, situazioni o persone che ti rapiscono l’attenzione e quindi il sonno. Stasera sono vorticoso: in pochi secondi ho rivisitato e rivissuto un sacco di sensazioni, alcune di angoscia, alcune di serenità. Vorrei “frenare” il cervello, aver si pensieri, ma con rilassatezza, senza turbinii, vorrei sciogliere la mente, un po’ come si fa coi muscoli e decontrarmi un po’. Non succede, almeno fino ad ora che son le 2.56. Come e cosa fare alla bisogna? contare le pecorelle? Chi lo sa. Intanto sento che devo salutarti, Ste: il tuo ricordo è più vivo che mai. A volte ciò che è stato mi brucia forte sulla pelle, continuo a non essere capace di accettare, vorrei venir da te e dirtelo…
Ma forse sarebbe una stronzata. Buona notte.

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