Poe, Kafka, Kierkegaard…and Me…

Si matura nelle difficoltà. La vita è prova. Contiene il male di Poe, la colpa di Kafka, l’angoscia di Kierkegaard…Tutto vero ma se si potesse evitare, quanto migliore sarebbe. Tuttavia questo è ciò che mi viene proposto da un destino un po’ cattivello. Ho passato un’estate in chiaroscuro, all’inizio tantissimo chiaro e quasi zero scuro; alla fine il contrario. Una mano gentile e femminea mi ha colto con delicatezza e mi ha fatto volare. Mi ha innalzato allo sciagurato livello di un volo pindarico e poi, vicino al sole, ha fatto si che mi si bruciassero le ali e mi ha guardato mentre precipitavo, anzi, lo sta ancora facendo perchè io, sono ancora in fase di caduta. Guai a dar retta ai sentimenti. Soprattutto se sei un 46 enne, si presume vaccinato e già iniziato da parecchio ai palpiti d’amore. Guai: si cade e ci si fa male. Avrei dovuto usare la testa ed invece ho ascoltato il cuore. Avrei dovuto ritrarmi ed invece le sono andato addosso. Avrei dovuto guardare alle conseguenze ed invece ho vissuto alla giornata godendomi ogni momento con lei. E’ stato assolutamente fantastico ed al tempo stesso lancinante. Cuore e dolore: una rima perfetta, complicata dal termine amore. In che guaio mi sono messo. Da incazzarsi con se stessi in modo permanente. Ora è tutto finito, dopo il venerdì di passione. Lasciamo perdere le ultime comunicazioni tra noi. La sostanza è che ora mi sento in un modo che non ho mai provato prima. Svuotato, e privo di sentimento. Ne rabbia, ne dolore, ne rammarico, ne passione. Vuoto dentro. Questo è quanto. Cerco di non pensarci ma lo avverto sempre. Lo percepisco in misura netta e credo che sia un qualcosa di pericoloso, magari pronto ad esplodere dentro me. In questo caso non avrei scampo e non immagino proprio in che stato mi ritroverei. Ma non mi importa proprio. Sento la vita scivolarmi addosso e ascolto con indifferenza ciò che accade intorno a me. Il lavoro mi sta aiutando a non pensare, ma poi finisco ed esco dall’impianto e…continuo a non pensare. Intanto capisco di essere egoista: ho cercato di colmare la mancanza, riempiendo le mie serate con amiche varie. Gentilissime loro, sciagurato io. Solo dovrei stare, senza investire gli altri delle mie pseudodisgrazie. Anche questo blog forse non dovrebbe trattare la vicenda, ma scrivere, magari, potrebbe aiutare a vincere questa piatta abulica esistenza. Si matura nelle difficoltà. La vita è prova. Contiene il male di Poe, la colpa di Kafka, l’angoscia di Kierkegaard e da un po’ anche la frantumazione di Paolo.
 
Un saluto a chi mi legge.
 
Paolo
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2 thoughts on “Poe, Kafka, Kierkegaard…and Me…

  1. Ciao Particella, ma il forum di anaten lo riaprono o no??? ahahah. Scusami ma voglio rendere meno drammatico il tuo fardello. Sai che penso io della vicenda e delle donne in genere? che giocano a fare le innamoratine per giustificare, unicamente per quello, la loro voglia di far sesso con un uomo che gli piace. Esattamente come noi, ma noi siamo più diretti e lo diciamo subito. Loro no. Dai che passa tutto.

  2. Ah aha ha il forum…cassato senza preavviso!!! Per ciò che riguarda l’argomento donne….ehhhhh, fammi solo sospirare. Ora sono ancora abbastanza ko. Nel mio caso specifico, non penso che la mia amata fosse in quella situazione. Piuttosto, c’erano vincoli affettivi forti di altro genere che credo abbiano influito in modo decisivo. In ogni caso mi devo dare una svegliata e rialzarmi, caro Alberto. Astenicamente triturato.

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