3 settembre 09, l’estate sta finendo, un anno se ne va…

L’estate sta finendo, un anno se ne va. Erano i fratelli Righeira, che poi non erano nemmeno fratelli, ad intonare questo ritornello di fine estate verso la metà degli anni ’80. Tempi andati ma periodi più che mai attuali: l’estate è ormai come un fiammifero consumato ed il suo fuoco non trova più il legno da ardere (wow, che tocco poetico sto dando al mio introspective). E’ tempo quindi di fermarsi un secondo e pensare a ciò che è stato di questi mesi che a tratti han proposto giorni roventi e non intendo solo in senso climatico. Come già ebbi modo di raccontare qualche settimana fa, il mio, fu un inizio-estate in chiaroscuro. In campo lavorativo, negli affetti e nelle cose del quotidiano, era tutto un susseguirsi di luci ed ombre. Una miriade di piccoli problemi che si erano messi in coda davanti al mio sportello per essere risolti. Via uno, avanti l’altro, con "simpatica" pervicacia. Nulla di grave ed irrisolvibile, per carità, ma che cavolo, nessuna soluzione di continuità. Mi dicevo: vuoi vedere che a furia di cazzatine da risolvere, mi ritrovo ad autunno inoltrato? E non è che l’eventualità mi esaltasse più di tanto. Poi però, pian piano, la situazione è andata normalizzandosi e l’umore della mia estate ha ripreso vigore. Un ricordo esaltante rimarrà la settimana di fine luglio passata a Roma a vedere le gare del nuoto mondiale. Ho visto gare di altissimo livello e sono stato a contatto con il meglio del nuoto planetario. Sono stato presente a praticamente tutto il programma natatorio della manifestazione, batterie e finali, smollo e gare compresi. Bellissimo lo stadio del nuoto, esaltante il melting pot di varia umanità "dalle Alpi alle Ande", coinvolgente la città, visitata insieme alla mia compagna d’avventura Manuela, rigorosamente a piedi durante le pause. Utilissima infine, professionalmente parlando, l’osservazione delle competizioni: tecniche di partenza, tipologie di riscaldamento, condotte di gara, varietà di costumoni (o gommoni), hanno rappresentato molto più che un corso di aggiornamento in materia di teoria dell’allenamento. Poi Michelino Phelps, che da solo si è meritato l’intero costo dell’abbonamento settimanale alle gare. Ma Roma non è stata solo nuoto mondiale, è stata anche "Laura Brustenga", la mia amica, fino a quel punto virtuale, conosciuta solo attraverso una tastiera ed un blog. Dopo qualche anno di frequentazione "metafisica" (e metà di fantasia), durante il periodo dei mondiali ci siamo finalmente incontrati e conosciuti veramente. Nel senso che ci siamo dati appuntamento ad Ostia una sera ed in quel mentre ne abbiamo approfittato per…toccarci. Dovevamo capire se entrambi esistevamo veramente, dopo il miliardo di chiacchierate via blog. Per quello che ho capito, lei è reale e molto consistente. Mi ha fatto un’ottima impressione. E’ una bella donna, simpatica, brillante nelle battute, intelligente e molto romana. Spero di poterla rivedere presto per conoscerla ancora un pochino di più. Roma ha significato anche Manuela, la mia compagna di viaggio e d’interesse. Siamo stati bene insieme proprio perchè abbiamo condiviso al 100% la passione per il nuoto. Beh, lei è andata pure oltre, nel senso che tutte le sue attenzioni erano rivolte al signor Phelps. Una roba quasi morbosa. Gli ha fatto una posta continua, 24 su 24. L’ha fotografato e filmato in circa dodicimila pose, credo l’abbia sognato anche di notte. Io avevo solo il compito di farla desistere dai suoi appostamenti costanti e credo di aver ben assolto all’incombenza. Passata la settimana romana sono tornato al lavoro a Parabiago. La piscina scoperta ha lavorato a pieno ritmo, complice il caldo torrido e molto più che africano. Ho fatto assistenza fino al 18 agosto, sviluppando un’abbronzatura oscena e bicolore: la canotta di lavoro, obbligatoria da indossare, ha reso noi "baywatch" simili a dei galeotti col marchio alla San Quintino: abbronzatissimi su viso, collo, braccia e parte esterna delle spalle, bianco-malaticci, su tutto il resto dell’epidermide. Una roba inenarrabile che nemmeno le prolungate esposizioni solari di fine agosto sono state capaci di togliere. Ho spesso pensato al lucido da scarpe per lo scopo, ma sono sempre stato convinto a desistere. Da mio padre, il quale, poverello, ha passato tutto agosto a casa, vittima di un contatto semierotico con uno di quei suv che circolano numerosi a Milano. Investito e colpito alla schiena, mio padre ha passato parte del suo tempo bloccato a letto contuso e dolorante. Quando è stato meglio ed ha potuto cominciare a muoversi, si è "divertito" a farsi sforacchiare il sedere dal suo unico familiare presente a Milano, causa iniezioni vitaminiche curative. Il sottoscritto ha così arricchito le proprie competenze mediche imparando a fare le iniezioni sul c…campo. Mio padre non si è mai lamentato: bravissimo e leggero io ("questa mano ppò esser fero o esser piuma…") oppure eroico lui? E’ una domanda che ancora oggi mi pongo con curiosa perplessità…Poi è arrivato il momento delle ferie friulane: riposo e passeggiate, gite al mare e giochi con il "nipo-peste", visite al camminamento del Vajont e incursioni alla piscina (splendida) di Spilimbergo. E una serata tragica: quella dello 0:4 del derby con quei casini nella sostituzione del "Gatto" infortunato ed il record storico stabilito di oltre 20 minuti per effettuare un cambio dalla panca del Milan. Nel frattempo, Inter già su…prefissi milanesi e quindi gara compromessa. Se penso che ero a mangiare i gamberi di fiume con mio cognato interista e che questo faceva pure le battutine, non posso non autocomplimentarmi con me stesso per l’esibizione di self control che ha impedito l’originarsi di una rissa a colpi di gamberi che poi abbiamo scoperto essere provenienti da un fiume della zona….moldava. Poca la lettura dei giornali, sbiadite quindi le polemiche politiche e le vicende più o meno pruriginose su escort e magnaccia, su moralisti e moralizzatori, sui casi "Boffoberlusconi", Avvenire e Giornale: ne sono stato per fortuna solo sfiorato. Scopro ora anche di essermi perso la vigorosa campagna acquisti dei rossoneri, per rinforzare la squadra dopo le cessioni eccellenti. Ma forse tutto questo è stato un bene, per il mio equilibrio e per la mia volontà di staccare almeno per qualche giorno dalla solita matassa esistenziale.
Via, posso dire di aver passato una  buona estate…Galliani a parte.
Paolo 
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2 thoughts on “3 settembre 09, l’estate sta finendo, un anno se ne va…

  1. Arrivo in ritardo, nella lettura di questo post…però…noto con piacere che la tua estate è stata piena zeeeeeepppa!! ^_^

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