Ridendo e scherzando…

…da quanto tempo non scrivo. Eppure da dirne (e scriverne) ce ne sarebbero (di cose). Tant’è, quando mi metto davanti al pc ed accendo il monitor, mi blocco. O meglio, mi perdo, cominciando voli pindarici e pensieri fantastici. Penso a tutto e al suo contrario: progetti futuri e avvenimenti passati, accadimenti pubblici e vicende private. Effetto tardo primaverile oppure influsso pre-estivo? A saperlo ne sarei anche contento, ma poi, è così importante saperlo? Forse no, forse si. Intanto ho cambiato casa da qualche mese ed è solo da qualche settimana che comincio ad ambientarmi un pochino ai nuovi ritmi, ed alle nuove sensazioni che l’uso di spazi diversi mi sta dando. Sono un abitudinario per certi versi e, sempre per certi versi, il cambiamento lo metabolizzo con fatica. Però ora comincio a "carburare" riuscendo ad uscire di casa al tempo giusto per non perdere il mio treno alla stazione di Milano-Repubblica: niente più anticipi mostruosi ne tanto meno, ritardi sanguinosi con conseguente perdita del mezzo. Bravo Paolo: me lo auto dico per galvanizzarmi nell’affrontare nuovi cambiamenti. Ad esempio quelli offerti in campo lavorativo con il passaggio dagli orari della stagione invernale a quelli della stagione estiva: nuovi corsi, nuovi turni, diversi orari degli allenamenti dei ragazzi che alleno in agonistica. Farò confusione? Sarò casinaro anche qui? Chissà. La nuova stagione inizia domani, vedremo che succederà. Di palo in frasca ora vorrei parlare di Milan: cambia tutto anche per la squadra che adoro. L’altro ieri è terminato il campionato con il Milan classificato al terzo posto (risultatino). Ieri ci sono stati annunci importanti: dopo 8 anni di gioie (molte) e dolori (qualcuno…Istambul brucia ancora tanto…) Carlo Ancelotti non sarà più l’allenatore del Milan. Ha concordato con i rossoneri una risoluzione consensuale del contratto e si è sistemato a Stamfort Bridge, casa Chelsea. Di Paolo Maldini e della sua decisione di appendere gli scarpini al chiodo dopo 25 anni di Milan, si sapeva già tutto da tempo. Quello che non si poteva immaginare era la becera reazione di una parte del tifo ultrà durante il suo commiato l’altra domenica a San Siro: una contestazione vergognosa per punire un atleta che non li ha mai voluti venerare (ma da quando è il tifoso che si venera e non il campione che gioca??). Della possibile partenza di Riccardino Kakà, destinazione Madrid, si è già fatto un tormentone: altro cambiamento? Probabile, ma questo è il calcio di oggi in cui i pezzi pregiati sono disputati a colpi di milioni di euro tra le squadre economicamente più potenti. E’ sempre stato così, da che mondo è mondo, mai però a questi livelli. Si rischia di andare verso risultati scontati per eccessivo divario tecnico e monetario. Piacerà la cosa? Lo vedremo presto. Ci sarebbero molte altre cose da descrivere a proposito di cambiamenti vari ma ho ricevuto in questi minuti una notizia insperata: Tim mi informa di aver provveduto a riaccreditarmi 60 euro di ricariche compiute nel mese di maggio e andate perdute causa navigazione "anomala" con il mio smartphone (avevo pensato ad una clonazione della mia sim…) e quindi ora mi congedo per controllare bene la cosa. Porgo a chi mi legge i miei saluti riproponendomi per i prossimi commenti di essere un po’ più lineare e meno confusionario.
 
Ciao a tutti, Paolo.
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