SITUAZIONI CHE MORTIFICANO

Quest’anno ho allenato una squadra di nuoto agonistico di un paesotto appena fuori Milano. Esperienza positiva, con risultati interessanti ed atleti contenti di avermi come allenatore. L’ultima gara della stagione, la più importante per il gruppo dei più piccoli, era rappresentata dai Campionati Regionali. In questa manifestazione, siamo stati più che bravi: miglioramenti cronometrici e piazzamenti più che soddisfacenti hanno portato entusiasmo e voglia ulteriore di allenarsi. Situazione idilliaca? Quasi. Infatti un genitore, evidentemente particolarmente "selezionato", si è sentito in dovere di richiedere esaurienti spiegazioni in merito ai criteri di selezione degli atleti convocati per questa manifestazione. Suo figlio, era stato selezionato solo per la staffetta ed evidentemente questo non lo soddisfava. Così, con disponibilità, gli spiego cose che erano già state spiegate con dovizia di motivazioni fin dallo scorso mese di ottobre 07, in una riunione con atleti e loro famiglie. Gli spiego che, dato un regolamento federale di ammissione, piuttosto carente e non corretto, che crea disparità, io e lo staff tecnico, abbiamo ritenuto più giusto rendere oggettivi i criteri di convocazione dei nostri ragazzi, vincolando la loro partecipazione alle gare individuali esclusivamente al fatto di essersi classificati tra i migliori 40 tempi regionali su ogni distanza e specialità. Gli ricordo che questa decisione era nota da mesi e che nessuno aveva mai avuto da ridire. Problema risolto? Macchè: il genitore "selezionato" insiste ed arriva polemicamente a dire che io dimentico di aver a che fare con suo figlio, il quale è un bambino di 11 anni. Invito il genitore a non dimenticare che io non devo gestire solo suo figlio, ma tutto un gruppo di bambini entro cui vi è anche suo figlio e che la cosa, se permette è leggermente differente. Ma quando si è "selezionati", è evidente, i meccanismi di comprensione delle vicende terrene spesso si inceppano. Soprassiedo, chiudo la polemica un po’ scocciato e molto perplesso. E lascio che il tutto si trasferisca negli uffici della dirigenza. Per me, vicenda chiusa con una brutta sensazione di mortificazione. Ho passato un intero anno sportivo a spiegare ai ragazzi che nel nuoto agonistico, è l’impegno in allenamento il fattore che ti permette di meritarti un miglioramento cronomentrico, un piazzamento migliore, una convocazione alla gara importante…e poi sento, non dai ragazzi ma dai loro genitori, discorsi di così basso tenore e livello, che vanno contro alla cose che con paziente costanza, ho cercato di far capire agli atleti che nuotano con me…Miopia, stupidità, becerume: mi domando io cosa ci sia in certe teste pensanti (?). Che situazione penosa e mortificante!!! "Bella" chiusura di stagione.
 
Un saluto, Paolo.
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5 thoughts on “SITUAZIONI CHE MORTIFICANO

  1. Non te la prendere Paolo, l’atteggiamento sbagliato di questo genitore, influirà certamente sulla comprensione del figlio. Molti genitori non capiscono che così facendo, confondono il bambini, facendoli sentire meno importante. Dovrebbero mettersi da parte e lasciare che chi è competente del settore svolga il proprio compito! Sarebbe opportuno fare un corso preparatorio per genitori affetti di protagonismo! Ciao

  2. ma Paolo,quanti bambini alleni?solo uno si è lamentato o sbaglio?quindi non pensarci ,l’hai detto tu è stata un’esperienza positiva …ciao :-)

  3. Paoletto, e mica dipende da te!! vabbè che ogni "figlio è un pezzo di cuore", ma mai pomparlo e credere che sia il nuovo Fioravanti….o magari cedere a dei capricci dettati dal processo di crescita del giovane virgulto (viziato o no…non si sa!)!! Ci son alcuni genitori che non hanno concezione e rispetto e al posto di limitarsi a chiedere per capire, chiedono per imporsi e sostituirsi agli insegnanti! Succede spessissimo anche nelle scuole, e a volte non si riesce a capire se è il genitore o il figlio!! Io….ho una spalla fuori posto ma sono andata a nuotare lo stesso al mare, anche se gli occhietti son sempre chiusi quando vado sottacqua! Fortunatamente non vado più con i miei al mare …altrimenti subirei gli scherzi di mio padre e la mia testa sarebbe sempre sotto il livello dell’acqua…NON VOLONTARIAMENTE (paiuraaaaa) Bacetto rinfrescante e incoraggiante per la prox stagione!

  4. Ringrazio tutte Voi per i commenti che avete pubblicato. Però è comunque sconfortante. Anche se si tratta di un genitore solo. Anche se questa è una situazione "fisiologica" (io tipi simili, li definisco "selezionati"). Anche se tutto il resto del gruppo è molto più "normale". Il fatto è che tu, allenatore parli, spieghi, motivi, insisti..insomma ti sbatti per far passare il messaggio per una sana e serena attività agonistica, lontana da eccessi ed esasperazioni; stai sul pezzo per un anno e poi…ti arriva il selezionato che ti distrugge tutto. Il lanciafiamme…ecco, ci vorrebbe un lanciafiamme!!! Dite che sono eccessivo? Forse, ma nel caso, solo un pochino. 
     
    Daniela, ascolta: attenta alla spalla del nuotatore. E’ un problema che affligge molti degli umani che si cimentano in acqua. Se è instabile e si infiamma…ghiaccio e antiinfiammatori, dopo visita accurata dall’ortopedico.
     
    Ciaoooo Amichette.

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