Quel casinista del mio nipotino…

Oggi mio nipote mi ha fatto rivivere il passato. Lui è nel periodo in cui deve toccare tutto, smontare tutto ed esplorare tutto. Cerchiamo di limitarne gli effetti ma non è semplicissimo, vista la sua vitalità. Meglio così, piuttosto che amorfo ed inerziale. Ma veniamo al fatto: semplice semplice, mi sono trovato per le mani un cd rom ignoto. Era stato preso da qualche cassetto e da qualche custodia dalle piccole manine, curiose e dispettose del Tommasino e depositato sulla mia scrivania. Bene, cioè male. "E questo da dove arriva? Che cavolo è? Tommasoooooo: dove l’hai preso???" Insomma infilo nel lettore e, SURPRISE!!! era un vecchio lavoro di mio padre che con certosina pazienza aveva riversato un migliaio circa di fotografie e negativi su disco, scopo "conservazione perpetua". Mille fotografie del mio passato, del passato della mia famiglia, del passato dei miei antichi amici ormai persi di vista. Comincio a guardare: ci sono io, pieno di capelli, con quella maglietta "Lacoste" che tanto adoravo. Ci sono io, orrendamente devastato da una varicella da competizione. C’è mio nonno Costantino, agli ultimi giorni del suo Parkinson, sguardo dignitoso ma sofferente. Trovo mia sorellina in posa da ruffiana, con smorfietta deliziosa incorporata. Mia madre è una ragazzina, dal volto pulito ed ingenuo. Mio padre è incredibilmente quarantenne, ma pur sempre con i capelli brizzolati. I ricordi affiorano e si collegano ad ogni immagine che osservo. Che sensazioni impreviste. Sono già passati 30 e più anni, ma a me sembra davvero ancora appena ieri. Ci sono le due nonne, un po’ rivali e molto diverse tra loro che si osservano guardinghe, le mie cuginette che mi abbracciano in maniera esagerata. Perbacco, io pensavo che non si andasse molto d’accordo, ma quegli abbracci dovrebbero farmi credere il contrario. Sono decenni che non le rivedo. Quasi quasi le chiamo. Ecco ora appalesarsi i miei compagni di cortile, con la fidanzatina dell’epoca, nata lo stesso giorno e lo stesso anno. Mi aveva anche scritto una dolce poesia d’amore. Ora ne ricordo un pezzo: "io ho un gemello che è molto bello (wow), ma non è mio fratello…" Che tenera che era. Elena, il suo nome. Mi aspettava ansiosa in cortile. Attendeva il mio ritorno dagli allenamenti a mecenate. Se ritardavo qualche minuto, si preoccupava. Ah, l’amore a quattordici anni.                                                                          
Mamma mia! Quel cd rom, una vera finestra sul passato.7 anni
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